Accanto all’aeroporto di Orio al Serio spiccano il volo le Terre del Vescovado

13 sono i comuni aderenti: primo fra tutti Scanzorosciate che è il capofila di questo progetto, Albano Sant’Alessandro, Bagnatica, Brusaporto, Carobbio degli Angeli, Chiuduno, Costa di Mezzate, Gorle, Montello, Pedrengo, Seriate, Torre De’ Roveri e Orio al Serio. State pensando al celebre aeroporto? Esatto, le Terre del Vescovado si estendono partendo proprio da lì! Sembra quasi un passaggio di testimone. Lì, da dove partono aerei per tutto il mondo, parte anche un progetto che vuole valorizzare e promuovere il patrimonio naturale, enogastronomico, artistico e l’insieme degli eventi che caratterizzano questo territorio per arrivare a potenziare la crescita turistica della zona mediante un viaggio alla scoperta dei tanti sapori d’eccellenza che nascono nelle Terre del Vescovado. https://www.terredelvescovado.it/

Per iniziare non possiamo che citare lui, la vera chicca della produzione enologica bergamasca: il Moscato di Scanzo, l’unico sul territorio provinciale che vanta la denominazione di origine garantita (DOCG, la più piccola d’Italia), prodotto da un antico vitigno coltivato quasi esclusivamente sulle colline di Scanzorosciate. Pare che la sua fortuna esplose nel Settecento quando Giacomo Quarenghi, artista bergamasco, lo donò alla zarina di Russia. Da allora divenne famoso in tutta Europa e ancora oggi Buckingham Palace si rifornisce di questo passito. https://www.terredelvescovado.it/consorzi/consorzio-tutela-moscato-di-scanzo-ShZK8aWCg6/

Poichè non si può apprezzare un buon vino senza abbinarlo anche ad un buon piatto della tradizione, per il mio pranzo ho scelto gli Scarpinocc, dei ravioli che differiscono dai più noti casoncelli bergamaschi per un ripieno magro, senza carne né salumi. Il motivo di questa scelta sta nella loro origine antica, che risale ai tempi in cui la carne era un lusso e non la si “sprecava” certo per guarnire l’interno di ravioli o altri preparati. Il condimento degli scarpinocc abbonda in burro e formaggio, come in molti piatti della tradizione. Il loro nome deriva dalla forma che richiama vagamente quella delle calzature artigianali di panno in uso dai pastori fino a qualche decennio fa, ma potrebbe anche essere riferito alla scarpassa o scarpaza, una torta a base di pane, formaggio ed erbe selvatiche cucinata dalle donne del luogo.

La visita che più mia ha affascinato è stata quella alla Tenuta Frizzoni, a Torre de’ Roveri, a meno di 10 km dal centro di Bergamo e dal suo aeroporto appunto. Il borgo è circondato da colline con vigneti e la Tinaia, cantina storica sorta nel 1700, corona il quadro di questa suggestiva tenuta. Qui vengono organizzati eventi culturali e letterari, mostre, esposizioni accompagnate da degustazioni a base di prodotti tipici del territorio e, ovviamente, di vino Valcalepio. Ripensando al giorno in cui l’abbiamo visitata scomoderò addirittura Gandhi per una citazione che calza a pennello con ciò che ho provato entrando nella Tinaia. “La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia”. Già, perché se c’è una cosa che ha sempre reso tristi e cupi molti luoghi dove sono stata, quella è stata proprio la pioggia. Qui invece no. Qui è stata un valore aggiunto. Tanto che quando ci hanno riportato il giorno dopo, col sole (ci tenevano tanto a farci vedere quel panorama mentre brillava!) non ho percepito la stessa sensazione di magia del giorno prima. Ecco, è stato in quel momento che “ho imparato a ballare sotto la pioggia”, a godere di quello spettacolo e quel panorama proprio perché pioveva. E’ stato in quel momento che ho ribaltato tutte le mie convinzioni e mi sono detta: se ami un luogo in un giorno di pioggia lo amerai per sempre. http://www.tenutafrizzoni.it/

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